Una città nel limbo

di Salvatore Ferlita

Sembra, la nostra città, intrappolata in un subdolo racconto kafkiano: se è vero che la sospirata elezione del primo cittadino ci ha permesso di voltare pagina, di lasciarci alle spalle un capitolo ignominioso della storia di Palermo, è vero anche che l’emergenza finanziaria, di giorno in giorno, si trasforma in una pesantissima palla al piede. Che rallenta il miglioramento, frenando anche le aspettative. Come se non bastasse, ci si mette pure l’incognita delle elezioni del Governatore: insomma, il plumbeo interregno palermitano continua a perdurare, posteggiandoci in una sorta di limbo minaccioso e paradossale. Sul fronte della cultura, i segnali sono altrettanto inquietanti: basti dire che il Teatro Biondo taglierà i turni degli abbonamenti e ridurrà le spese per le rappresentazioni. E allora ecco l’idea: dar voce in questo nuovo numero ai mecenati contemporanei, a quelli che ‘proteggono’ e sovvenzionano, ognuno a modo proprio s’intende. Ne viene fuori un sembiante della città meno respingente, che ammicca
alla creatività e incentiva l’immaginario. A fare da corona al primo tema, le interviste con due grandi autori: Emanuele Crialese, regista di Respiro e Nuovomondo, che di recente ha messo piede a Palermo per sostenere il Garibaldi occupato, e Dacia Maraini, che ha presentato il suo nuovo libro alla Vicaria. E ancora, i contributi di Evelina Santangelo e Vito Bianco, alle prese con un tema
particolarmente attuale: il rapporto, spesso vampiresco, tra mafia e media. A fronte della tanto declamata invisibilità di
Cosa Nostra che ammazza di meno, prediligendo al flusso di sangue quello finanziario, salta all’occhio il presidio
mediatico del fenomeno criminale, la sua pervasività, dagli scaffali delle librerie alle pagine dei giornali. A partire da questo numero ospitiamo una rubrica dello scrittore palermitano Nino Vetri dal titolo: “Per sentieri dove non cresce l’erba”. Non poteva mancare una carrellata sul mondo degli artisti, quali il giovane e già affermato Giacomo Rizzo, Francesco Simeti, Vittorio Gentile e Piero Guccione, ormai un classico contemporaneo. E, per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo un estratto dal nuovo romanzo del nostro Antonio Pagliaro, La notte del gatto nero (Guanda).

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